Trasferirsi in Svizzera dall'Italia: le domande frequenti

Questa pagina raccoglie le domande che chi risiede fiscalmente in Italia ci pone più spesso prima di trasferirsi a Ginevra, nel Canton Vaud o in Ticino. Ogni risposta distingue tre cose: ciò che dice il testo, ciò che il testo non dice e ciò che dipende dal Suo caso. Dove un punto è aperto, lo scriviamo, perché è su questi punti che si decide un trasferimento.

L'exit tax italiana è, alla data del 1 novembre 2026, un disegno di legge non votato, e le cifre che la riguardano possono cambiare. Gli importi svizzeri sono quelli pubblicati dalle autorità; le stime d'imposta vengono dal calcolatore ufficiale dell'Amministrazione federale delle contribuzioni e non sono preventivi. Per i temi trattati a fondo, ogni sezione rinvia alla pagina dedicata.

L'exit tax italiana: che cosa dice il testo e a chi si applica

Chi è toccato dall'exit tax italiana e da quale patrimonio?

Il disegno di legge riguarda i soggetti che non esercitano imprese commerciali, in primo luogo le persone fisiche, ma anche le società semplici e gli enti non commerciali, che hanno avuto la residenza fiscale in Italia per almeno 6 anni nell'arco di 10 e la perdono a partire dal 1 gennaio 2027, facendo venir meno il potere di imposizione dell'Italia. L'imposta si applica solo se il valore normale complessivo di beni e diritti supera €800.000. È una soglia sul valore degli attivi, non sulla plusvalenza, e funziona a tutto o niente.

A quale data vengono valutati i miei beni: quella del trasloco?

No, ed è l'errore più diffuso nella stampa. Il valore normale si determina all'ultimo giorno del periodo d'imposta che precede quello in cui la perdita della residenza fiscale produce effetto. Per un trasferimento efficace nel 2027 è quindi il 31 dicembre 2026. Né la data del trasloco né quella dell'iscrizione all'AIRE contano a questo fine. In pratica il patrimonio va fotografato alla fine del 2026: titoli, partecipazioni e cripto-attività si valutano a quella data, non al giorno della partenza.

Come si calcola l'imposta e le minusvalenze latenti si possono compensare?

Il calcolo si fa bene per bene: per ciascun bene si determina la plusvalenza latente e si sommano soltanto le differenze positive. Secondo il testo attuale le minusvalenze latenti non si compensano, perché non è prevista alcuna compensazione; il decreto attuativo del MEF, previsto ma non pubblicato, potrebbe disporre diversamente. Il 26 % non è scritto nell'articolo: è l'aliquota dell'imposta sostitutiva ordinaria sui redditi diversi di natura finanziaria, come conferma la relazione tecnica. Per una stima sul Suo patrimonio può usare il simulatore dell'exit tax; per il quadro completo della norma, la nostra guida all'exit tax italiana.

Immobili, polizze vita e cripto-attività rientrano nell'exit tax?

Il perimetro riguarda i redditi diversi di natura finanziaria: partecipazioni qualificate e non qualificate, titoli, quote di OICR, rapporti derivati, crediti pecuniari e strumenti finanziari, oltre alle cripto-attività, che sono incluse. Gli immobili sono fuori dal perimetro. Le polizze vita non sono trattate dal testo: il progetto non dice né che rientrino né che ne siano escluse, quindi il punto resta incerto. Il testo usa l'espressione «beni e diritti» e non «investimenti finanziari»: per questo ogni posizione del patrimonio va verificata singolarmente.

L'exit tax è già legge? A che punto è l'iter parlamentare?

No, è un disegno di legge non votato. Il Consiglio dei ministri lo ha approvato il 28 ottobre 2026 e la presentazione al Parlamento è stata autorizzata il 30 ottobre 2026. Il deposito formale e il numero dell'atto parlamentare non risultano confermati da alcuna fonte primaria, quindi non li indichiamo. La norma è l'articolo 17 del disegno di legge di bilancio 2027 e il voto è atteso entro fine dicembre 2026. Il testo può ancora cambiare e il decreto attuativo del MEF, previsto, non è pubblicato. La nostra verifica risale al 1 novembre 2026.

Il rinvio del pagamento e la Svizzera

La Svizzera è ammessa al rinvio del pagamento dell'exit tax?

Non lo sappiamo, e chi risponde con certezza in un senso o nell'altro va letto con cautela. Il testo non elenca alcuno Stato: pone un criterio funzionale e cumulativo, che richiede sia accordi per un adeguato scambio di informazioni sia accordi di assistenza reciproca alla riscossione dei crediti tributari di portata analoga alla direttiva 2010/24/UE. La prima condizione è plausibile per la Svizzera, la seconda è dubbia. Il punto è aperto e il rischio è reale: nessuna fonte ufficiale consente oggi di affermare né l'ammissione né l'esclusione.

Perché la seconda condizione è dubbia per la Svizzera?

Sullo scambio di informazioni la Svizzera ha il protocollo del 23 febbraio 2015, che inserisce nell'art. 27 della convenzione lo scambio su richiesta secondo lo standard OCSE, in vigore dal 13 luglio 2016. Sull'assistenza alla riscossione la situazione è diversa: la Svizzera l'ha esclusa aderendo alla convenzione multilaterale sull'assistenza amministrativa, e nel testo della convenzione italo-svizzera del 1976, che abbiamo letto per intero, non c'è una clausola equivalente. Non ne ricaviamo un'esclusione, perché il testo italiano non contiene alcun elenco di Paesi. L'analisi completa è nella nostra pagina sul rinvio dell'exit tax verso la Svizzera.

Che cosa succede se la Svizzera non fosse ammessa al rinvio?

L'imposta sarebbe dovuta per intero entro 180 giorni dalla data in cui la perdita della residenza fiscale produce effetto, non dalla domanda né dall'iscrizione all'AIRE. Non ci sarebbe rinvio e non varrebbe la clausola del «minore tra» plusvalenza latente e prezzo effettivo, che il testo prevede solo nel regime di rinvio e solo per le cessioni a titolo oneroso. Se il rinvio fosse concesso, il progetto richiede un acconto del 50 % e un'idonea garanzia, di cui non definisce natura, forma e importo; la durata massima è di 5 periodi d'imposta per l'area UE e di 10 fuori dall'UE. La decisione di partire va quindi valutata anche nello scenario peggiore.

La residenza fiscale e l'AIRE

Come si stabilisce oggi la residenza fiscale in Italia?

Dal 2024, con il D.Lgs. 209/2023 e la circolare 20/E del 4 novembre 2024, è residente chi per la maggior parte del periodo d'imposta ha in Italia la residenza civilistica, il domicilio o la presenza fisica. I tre criteri sono alternativi e i giorni, anche non consecutivi, si sommano. «Maggior parte» significa 183 giorni (184 negli anni bisestili). Il domicilio è il luogo in cui si sviluppano principalmente le relazioni personali e familiari. Il quadro dettagliato è nella pagina su residenza fiscale e AIRE.

Restare in Italia meno di 183 giorni basta per non essere residenti?

No, non da solo. Anche con meno di 183 giorni di presenza fisica si resta residenti se in Italia si ha il domicilio, cioè il centro delle relazioni personali e familiari. La circolare 20/E porta un esempio: chi è iscritto all'AIRE ma mantiene una casa a disposizione in Italia e vi torna nei fine settimana può essere ritenuto domiciliato in Italia. Conta la vita effettiva, cioè famiglia, abitazione e abitudini, più del calendario. Per i casi di doppia residenza interviene poi l'art. 4 della convenzione.

Basta iscriversi all'AIRE per non essere più residenti in Italia?

No. Fino al 2023 l'iscrizione all'anagrafe della popolazione residente era una presunzione assoluta; dal 2024 è una presunzione semplice, e decidono i fatti: domicilio, residenza e presenza fisica. L'AIRE resta comunque un obbligo per chi fissa all'estero la residenza abituale. La domanda si presenta al consolato competente tramite Fast-It entro 90 giorni dal trasferimento, è gratuita e ha effetto dalla data di presentazione della domanda completa, con 30 giorni di tempo per integrare i documenti. L'iscrizione è necessaria, ma da sola non dimostra nulla.

La Svizzera è ancora nella black list italiana?

No. Il decreto del MEF del 20 luglio 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 luglio 2023, ha tolto la Svizzera dall'elenco del DM 4 maggio 1999, con effetto dal 1° gennaio 2024. La presunzione di residenza italiana dell'art. 2, comma 2-bis, del TUIR, che colpiva il cittadino cancellato dall'anagrafe e trasferito in uno Stato a fiscalità privilegiata, non si applica quindi più alla Svizzera, e l'onere della prova della residenza grava sull'Amministrazione finanziaria. La residenza resta però una questione di fatto: l'uscita dalla black list non la dimostra.

L'imposizione secondo il dispendio, o forfait fiscale

Quali sono le condizioni per ottenere l'imposizione secondo il dispendio?

L'art. 14 LIFD e la circolare AFC n. 44 del 24 luglio 2018 richiedono di non avere la cittadinanza svizzera, anche in caso di doppia cittadinanza, e di prendere domicilio o dimora in Svizzera per la prima volta oppure di tornarvi dopo almeno 10 anni di assenza. Non si deve esercitare alcuna attività lucrativa in Svizzera, principale o accessoria, e per i coniugi le condizioni valgono per entrambi. Chi rinuncia non può, di regola, più tornare al regime. Le condizioni sono illustrate nella pagina sull'imposizione secondo il dispendio.

Quanto costa l'imposizione secondo il dispendio a Ginevra o a Vaud?

Non pubblichiamo un importo d'imposta, perché dipende dalla scala delle aliquote applicata alla base e dai centesimi addizionali, e si calcola caso per caso. Si possono indicare le basi minime di spesa: per l'imposta federale diretta 435'500 CHF nel 2026 e 437'000 CHF nel 2027, con la regola di sette volte la pigione annua; per Ginevra 426'357 CHF, o 468'993 CHF con la maggiorazione del 10 % indicata dal cantone; per Vaud 415'000 CHF. Sono basi di calcolo, non l'imposta dovuta. Interviene poi il calcolo di controllo, che impedisce di scendere sotto l'imposta ordinaria sui redditi di fonte svizzera.

L'imposizione secondo il dispendio è compatibile con la convenzione Italia-Svizzera?

La domanda è aperta e preferiamo dirlo. L'art. 4, par. 5, lett. b della convenzione esclude dalla residenza la persona fisica non assoggettata alle imposte generalmente riscosse nello Stato per tutti i redditi provenienti dall'altro Stato contraente. Non risulta stabilito né che chi è tassato secondo il dispendio sia residente ai sensi della convenzione né il contrario, e non abbiamo trovato fonti ufficiali che trattino il caso nella pratica. È invece documentata la «tassazione globale modificata»: i redditi di fonte italiana per cui si chiede lo sgravio convenzionale entrano nella base e sono tassati ordinariamente.

Il cantone: Ginevra, Vaud o Ticino

Quanta imposta sul reddito si paga in ciascun cantone?

Come ordine di grandezza, il calcolatore dell'AFC (interrogato il 1° novembre 2026, anno fiscale 2026) stima per una persona sola, senza figli e senza imposta di culto, su un reddito di 1'000'000 CHF: 403'615 CHF a Ginevra città (40,4 %), 413'322 CHF a Losanna (41,3 %) e 350'024 CHF a Lugano (35,0 %). Sono stime d'imposta ordinaria, federale, cantonale e comunale, senza lo scudo fiscale; non sono un preventivo né un calcolo secondo il dispendio. Le cifre di Losanna non includono il taglio vodese del 12 %. Il confronto ragionato è nella pagina Ginevra o Vaud.

Le cifre di Vaud tengono conto del taglio del 12 %?

No. Il 27 settembre 2026 gli elettori vodesi hanno accettato con il 53,1 % l'iniziativa «Baisse d'impôts pour tous»: meno 12 % sull'imposta cantonale sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche. Il comunicato dello Stato parla di effetto «dal prossimo anno», la stampa indica il periodo fiscale 2027, e la data esatta resta da confermare. Le stime per Losanna riportate qui sopra e quelle sulla sostanza qui sotto sono precedenti al taglio e vanno lette di conseguenza.

E l'imposta sulla sostanza?

Il calcolatore indica aliquote effettive sulla sola sostanza (2026): su 1 milione, 4,55 per mille a Ginevra città, 6,39 a Losanna (prima del taglio del 12 %) e 4,09 a Lugano; su 10 milioni, 8,02, 7,76 e 4,42. Sono massimi prima dello scudo fiscale. A Ginevra l'art. 60 LIPP limita le imposte su reddito e sostanza al 60 % del reddito netto imponibile, con un rendimento netto della sostanza di almeno l'1 %. Vaud applica un limite del 60 % del reddito netto combinato, con un'imposta sulla sostanza non inferiore al 3 per mille dopo il limite. Il Ticino riduce al 60 % del reddito imponibile su richiesta.

Scuole e affitti: che cosa si sa con certezza?

I dati pubblici sono pochi e riportiamo solo quelli. Ecolint a Ginevra chiede per il 2026-2027 28'160 CHF annui nelle classi 1-4 e 36'540 CHF nelle classi 12-13; Le Rosey 154'200 CHF all'anno in pensione (2025-26). Per le altre scuole non indichiamo cifre, perché le fonti sono di terzi. A Ginevra non c'è una scuola italiana; a Losanna c'è il Liceo scientifico paritario «Vilfredo Pareto». Sugli affitti l'unico dato ufficiale è ginevrino: un 5 locali affittato allo stesso inquilino da meno di tre anni costa in media 2'351 CHF al mese (OCSTAT, parco cantonale 2024, senza spese). Non è un alloggio di pregio, e per Losanna e Lugano non esistono dati ufficiali.

Il permesso di soggiorno e gli obblighi all'arrivo

Che permesso serve a un cittadino italiano senza attività lucrativa?

Un permesso B UE/AELS per persone senza attività lucrativa. Servono mezzi finanziari sufficienti a non dipendere dall'aiuto sociale e un'assicurazione malattia e infortuni completa. Il diritto federale non fissa alcuna soglia in franchi e noi non ne indichiamo; per un pensionato appena arrivato i mezzi devono superare la soglia delle prestazioni complementari. Il permesso B vale in linea di principio cinque anni, senza contingenti, e il permesso C può essere chiesto dopo cinque anni di soggiorno regolare e ininterrotto. A Vaud la copia della decisione di forfait può servire come prova dei mezzi. La procedura è nella pagina sul permesso di soggiorno.

Entro quando bisogna annunciarsi e assicurarsi?

A Ginevra consigliamo di annunciare l'arrivo all'OCPM entro 14 giorni: due pagine ufficiali si contraddicono (14 giorni e tre mesi) e non presentiamo i tre mesi come regola certa. A Vaud l'annuncio si fa al Controllo degli abitanti del comune e il termine preciso non è indicato nelle fonti che abbiamo letto. L'affiliazione alla LAMal va fatta entro tre mesi dalla presa di domicilio, con effetto retroattivo dall'inizio dell'obbligo. Per i titolari di un permesso ALCP senza attività lucrativa è possibile chiedere la dispensa, se si mantiene una copertura equivalente; decide l'autorità cantonale.

Quanto costano l'assicurazione malattia e l'AVS?

Il premio medio LAMal, per tutte le età, è di 487,20 CHF al mese a Ginevra nel 2026 (508,60 nel 2027) e di 439,30 CHF a Vaud (454,50 nel 2027): una media, non il Suo premio. L'AVS per le persone senza attività lucrativa si calcola sulla sostanza e sul reddito. Chi è tassato secondo il dispendio è considerato senza attività lucrativa: la spesa riconosciuta dal fisco conta come reddito sotto forma di rendita ed è moltiplicata per 20. L'importo lo calcola la cassa di compensazione e noi non ne indichiamo uno individuale.

Patente e trasloco: quali scadenze?

La patente italiana va convertita entro 12 mesi dalla presa di domicilio: trascorso il termine non si è più autorizzati a guidare in Svizzera, anche se la conversione resta possibile, purché la patente sia ancora valida. Per il trasloco, i beni usati personalmente da almeno sei mesi prima del trasferimento e che si continuano a usare si importano con il modulo 18.44 entro due anni. Il veicolo va sdoganato al primo passaggio di frontiera, presso un ufficio presidiato. Per alloggio, scuole, banca e assicurazioni il nostro sportello unico di relocation coinvolge i partner.

La società e la holding

Le partecipazioni societarie rientrano nell'exit tax?

Sì, nel perimetro rientrano le partecipazioni, qualificate e non qualificate, insieme a titoli, quote di fondi, strumenti derivati e cripto-attività. Il testo riguarda anche le società semplici e gli enti non commerciali. La valutazione è al 31 dicembre 2026 e il calcolo si fa bene per bene. Per chi vuole trasferire anche la società o la holding, la nostra pagina sul trasferimento di società e holding descrive le questioni svizzere.

Si può avere l'imposizione secondo il dispendio dirigendo un'impresa in Svizzera?

In linea di principio no. La condizione è l'assenza di qualsiasi attività lucrativa in Svizzera, principale o accessoria, e la direzione di un'impresa lo è. La circolare AFC precisa che, tra i membri di un consiglio di amministrazione, sono toccati solo quelli che esercitano personalmente un'attività lucrativa in Svizzera. Chi intende gestire una società in Svizzera deve quindi orientarsi verso l'imposizione ordinaria. Il percorso dell'imprenditore straniero è descritto nella pagina sulla creazione d'impresa in Svizzera; la valutazione va fatta prima di fissare la data del trasferimento.

Che cosa prevede il progetto se si trasferisce anche la sede della società?

Il progetto non tratta il trattamento italiano di un trasferimento di sede: la rubrica dell'articolo, «Imposizione in uscita dei soggetti che non esercitano imprese commerciali», indica che riguarda i soggetti che non esercitano imprese commerciali. Il punto va quindi esaminato con un consulente italiano, sulla base delle norme vigenti e della loro evoluzione. Sul lato svizzero esaminiamo con Lei gli effetti di sede, governance e residenza sull'imposizione, con gli avvocati tributaristi di PBM Avocats quando il dossier lo richiede. Non assumiamo che quanto vale per la persona fisica valga per la società.

Successioni e donazioni

Esiste una convenzione successoria tra Italia e Svizzera?

No. Solo otto Stati ne hanno una con la Svizzera: Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti. La convenzione di domicilio e consolare del 1868 esiste ancora, ma non regola l'imposta successoria, e non ne commentiamo la portata attuale. Ogni successione va quindi valutata alla luce del diritto interno dei due Paesi. La pagina su successioni e donazioni approfondisce i due sistemi cantonali.

Ginevra esenta sempre la linea diretta dall'imposta di successione?

No, ed è l'eccezione che riguarda proprio chi sceglie il forfait. Il coniuge superstite e i parenti in linea diretta sono esenti (LDS art. 6A, cpv. 1), ma l'esenzione non si applica se, in una delle ultime tre decisioni di tassazione definitive prima del decesso, il defunto era tassato secondo il dispendio (cpv. 2). Gli eredi rientrano allora nella tariffa della prima categoria: figli, genitori e coniuge dal 2 % da 5'001 CHF fino al 6 % oltre 500'000 CHF, con maggiorazioni per nipoti e nonni. La stessa regola vale per le donazioni.

Come funziona a Vaud?

La logica è diversa. Il coniuge o partner registrato è esente; i discendenti sono imposti, con una deduzione di 1'000'000 CHF per ceppo ereditario della prima parentela, che si riduce a partire da 1'001'000 CHF. Le donazioni ai figli sono esenti fino a 300'000 CHF per figlio e per anno civile dal 1° gennaio 2025; oltre, è imponibile l'intero importo. La legge vodese non contiene un'eccezione per chi è tassato secondo il dispendio. L'art. 36 prevede la riduzione a metà per gli stranieri che non hanno mai esercitato un'attività lucrativa in Svizzera: se valga per un italiano tassato secondo il dispendio è una questione da esaminare, non un dato acquisito.

Lavorare con noi

Chi fa che cosa tra Ark Fiduciaire, PBM Avocats e i partner?

Ark Fiduciaire SA, a Ginevra e Losanna, tratta i dossier di trasferimento dall'Italia: fiscalità svizzera e italiana, imposizione secondo il dispendio, trasferimento di società o holding. Gli avvocati tributaristi di PBM Avocats intervengono quando il dossier lo richiede; Hassan, membro del consiglio di Ark Fiduciaire, è avvocato tributarista. Per alloggio, trasloco, scuole, assicurazione malattia, banca, permessi e auto lavoriamo con partner, con un unico interlocutore per Lei.

Che cosa si decide in Svizzera e che cosa spetta a un consulente italiano?

In Svizzera si decidono l'accesso all'imposizione secondo il dispendio o a quella ordinaria, il cantone, il permesso, la struttura svizzera di una società e gli obblighi all'arrivo. Spettano a un consulente italiano la valutazione del patrimonio ai fini dell'exit tax, la posizione nella dichiarazione dei redditi italiana, il trattamento italiano di un trasferimento di sede e, quando sarà votato, l'interpretazione del testo di legge. Lavoriamo con il Suo consulente italiano e non lo sostituiamo.

Quali tempi sono realistici da qui alla fine dell'anno e come comincia un dossier?

Il voto è atteso entro fine dicembre 2026 e la valutazione dei beni sarà quella del 31 dicembre 2026: da qui ad allora si può preparare il dossier, senza decidere in base a un testo che può ancora cambiare. I tempi delle pratiche cantonali, OCPM a Ginevra e SPOP a Vaud, non sono pubblicati nelle fonti che abbiamo letto e non li promettiamo. Un dossier comincia da un'analisi sui documenti: patrimonio, famiglia, attività, abitazione, residenza di fatto. Le scadenze da tenere sotto controllo sono nella checklist al 31 dicembre 2026; per iniziare può inviarci la Sua situazione con la richiesta di preventivo.

Questions fréquentes

La risposta alla Sua situazione, sui Suoi documenti

Descriva la Sua situazione: residenza, patrimonio, famiglia, attività. Ark Fiduciaire, con gli avvocati tributaristi di PBM Avocats quando serve, risponde sui documenti, non in astratto.

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